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Il MiBAC espone al Salone il "Clipeo ad affresco raffigurante il Salvatore Benedicente"

28 08 19

Clipeo ad affresco raffigurante il Salvatore Benedicente, provenienza: Guidonia Montecelio (loc. Marco Simone Vecchio, RM), cripta di San Nicola; sec. XII-XIII.

 

Grazie agli accertamenti eseguiti dal Comando Carabinieri TPC presso un’importante casa d’asta statunitense, nel 2015 è stato possibile recuperare l’affresco del Salvatore benedicente asportato nel 1978 dalla chiesa rupestre di San Nicola di Marco Simone Vecchio insieme ad un altro clipeo raffigurante l'Agnus Dei, già sequestrato in Svizzera nel 1995 e confiscato nel 2010 tra i beni di un trafficante del settore antiquario.

L'oratorio conserva un importante ciclo di affreschi medievali e venne riscoperto dopo secoli di abbandono dai volontari del Gruppo Archeologico Romano che, vista la presenza tra i dipinti murali di una rappresentazione San Nicola, intitolarono la chiesa al santo vescovo. I successivi studi del topografo Jean Coste hanno portato in effetti ad identificare la cripta con l’ “ecclesia Sancti Nicolai” citata in una bolla di papa Callisto II dell’anno 1124 come possedimento del monastero romano dei Ss. Ciriaco e Nicola in via Lata.

L’attuale stato di conservazione degli affreschi della chiesa non permette un’agevole lettura iconografica e stilistica del ciclo decorativo ma nel 1972 il prof. Bertelli, allora direttore del Gabinetto Fotografico Nazionale, visitò l’oratorio stendendo una dettagliata relazione ed effettuando una campagna fotografica. I due clipei trafugati vennero scalpellati da una volta dipinta a stelle rosse su fondo bianco ed erano accompagnati da un terzo tondo, parzialmente crollato, che rappresentava verosimilmente un angelo e che si trova ancora in situ. Le pareti dell’oratorio presentano una decorazione a pannelli entro cornici con figure di santi e due scene narrative frammentarie, una Flagellazione e una Crocefissione, mentre in corrispondenza della volta a botte, sotto la quale in origine doveva trovarsi l’altare principale, campeggia una Croce greca patente con elementi vegetali stilizzati. E’ molto probabile che la chiesa rupestre sia stata più volte affrescata nel corso della sua storia ma le fasi decorative più importanti, alle quali è possibile ricondurre anche il Salvatore e dell’Agnus Dei, sono ascrivibili al XII-XIII secolo e mostrano un linguaggio pittorico in linea con i contemporanei esempi della pittura romana.

Dato che la ricollocazione degli affreschi nel luogo di provenienza è di fatto irrealizzabile poiché l’area risulta incustodita, priva di una specifica destinazione d’uso e inadeguata alla conservazione dei beni, la Soprintendenza competente per territorio nel 2016 ha disposto l'affidamento delle opere in comodato (ancora in via di formalizzazione) al Museo civico archeologico Rodolfo Lanciani di Montecelio così da poterne garantire adeguate condizioni di conservazione e di pubblica fruibilità, nonché il legame con il territorio di provenienza ed ha richiesto al contempo, d'intesa con il Comando Carabinieri TPC, l'intervento dell'ISCR che ha inserito i due clipei nella programmazione didattica della SAF di Matera.

Il Cristo benedicente è stato in primo luogo liberato dal supporto metallico posto in opera dopo il trafugamento, eliminando dal retro tutti i materiali sovrammessi all'intonaco originale. Si è scelto quindi di progettare un nuovo supporto in fibra di carbonio, realizzato da Equilibrarte s.r.l., che fosse dotato delle necessarie caratteristiche reversibilità e che permettesse di rispettare pienamente l'andamento convesso e irregolare del manufatto, senza comprometterne in alcun modo la materia originale. Il pannello, leggero e altamente performante dal punto di vista della resistenza meccanica e quindi rispondente anche alle future esigenze di musealizzazione, è stato realizzato tramite la scansione in 3D del retro del clipeo, eseguita dai laboratori dell'ISCR. 

Sul fronte dell'opera è stata eseguita una pulitura preliminare e un consolidamento della pellicola pittorica, nonché la demolizione delle vecchie stuccature, si dovrà quindi procedere al completamento della pulitura e alla realizzazione delle nuove stuccature per poi affrontare la fase di presentazione estetica dell'immagine. La finitura del supporto è in fase di studio, in primo luogo verrà realizzato un “cordolo” di malta a protezione dei bordi irregolari del frammento, seguirà la realizzazione della cornice che andrà a chiudere il perimetro del pannello nonché il trattamento delle superfici di raccordo tra l'affresco e la cornice.