ECONOMIA, CONSERVAZIONE, TECNOLOGIE E VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI E AMBIENTALI - 18-20 SETTEMBRE 2019
progetto "RESTAURO MADE IN ITALY" promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e Ice, con la partnership di Assorestauro

PROGRAMMA

torna indietro

Edizione 2019

SALOTTO DEI LIBRI D22
  • SALOTTO DEI LIBRI D22

    Salone del Restauro di Ferrara – XXII edizione 6-9 maggio 2015

    PROGRAMMA INCONTRI

    SALOTTO DEI LIBRI D22 (Pad. 3 Stand D22)

    Lo spazio Salotto dei Libri D22, organizzato in collaborazione con il Salone del Restauro di Ferrara, è gestito da Kermes. La rivista del restauro insieme alla comunità con cui la rivista è cresciuta in più di 25 anni, e dalla libreria Nardini Bookstore: ciò permette di offrire al pubblico il più ampio pluralismo di idee. E’ un’area libera – cioè non racchiusa nelle pareti di un locale in cui dover accedere e non legata a istituzioni – con impianto video e audio e con uno spazio per il pubblico, anche con posti a sedere. Per incontrarsi, conoscere, discutere, progettare ...: tutti i giorni con cadenza di 45 minuti sono a disposizione del pubblico presentazioni di libri, eventi, conferenze sul restauro e la conservazione in collaborazione con studiosi, professionisti, associazioni e istituti pubblici e privati.

    Il calendario completo e aggiornato del Salotto è disponibile sul sito del Salone, sui siti Nardini Editore e sulle pagine Facebook e Twitter.

    PROGRAMMA Mercoledì 6 maggio 2015

    mercoledì 6 – h 11:00-11:45

    Problemi di conservazione degli arredi lapidei nei giardini storici: proposta per una manutenzione programmata, incontro con Rachele Manganelli Del Fà, Assegnista di ricerca dell’Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali del CNR (CNR-ICVBC); Cristiano Riminesi, Ricercatore dell’Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali del CNR (CNR-ICVBC)

    La conservazione del patrimonio lapideo è tra i principali obiettivi di ricerca dell’Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali (CNR-ICVBC). La determinazione delle tipologie di interventi da adottare (es. consolidamento, protezione, nonché le procedure di pulitura ed il monitoraggio delle criticità) sono finalizzate alla definizione di protocolli di manutenzione programmata. La scelta del più corretto intervento di monitoraggio e/o di restauro si basa sulla conoscenza del contesto culturale, sociale e ambientale del Bene. A questo scopo è stato avviato un progetto di ricerca, in collaborazione con l’ADSI (Associazione Dimore Storiche) di Firenze, per valutare i problemi di conservazione degli arredi lapidei nei giardini storici e proporre il giusto approccio per la redazione di un piano di manutenzione programmata, offrendo così un quadro complessivo delle pratiche preventive da adottare per scongiurare, quanto più a lungo possibile, la necessità di dover ricorrere ad interventi di restauro di urgenza. A questo proposito sono state scelte, come caso di studio, due delle statue collocate nella parte centrale del giardino di Villa Corsi Salviati Guicciardini a Sesto Fiorentino: le due statue non sono opere “integre”, ma re-assemblate con parti provenienti da statue diverse; il marmo che costituisce le due statue presenta una granulometria diversa, caratteristica percepibile anche ad un esame visivo. Le differenti tipologie di marmo che costituiscono le due statue e il loro diverso stato di alterazione, permetteranno di avere due casi rappresentativi delle problematiche conservative dei manufatti in marmo presenti nei giardini storici

    mercoledì 6 – h 11:45-12:30

    Il municipio di Camposanto fra interventi di miglioramento sismico e restauro delle finiture in cemento decorativo, incontro con Alessandra Alvisi, Architetto, Specialista in Restauro dei Monumenti; Ingegner Giancarlo Boschetti

    Il progetto di intervento messo a punto per il municipio di Camposanto (MO), coinvolto nel terremoto dell’Emilia del 2012. L’edificio, realizzato nel 1933 e caratterizzato dalle linee semplici e regolari, dalla scansione orizzontale dei partiti e dalla sobrietà dei decori, limitati a marcapiani, cornici e trattamenti superficiali diversificati, è impreziosito da una finitura in cemento decorativo che simula il travertino. Nel quadro degli interventi previsti sul palazzo municipale (attualmente il Comune sta predisponendo la gara d’appalto per l’esecuzione dei lavori, che hanno avuto il benestare degli enti preposti alla tutela, del Servizio geologico sismico e dei suoli e della Regione) sono previste opere di miglioramento sismico, di efficientamento energetico e di eliminazione delle barriere architettoniche. Non ultimo, è stato elaborato il progetto di restauro delle facciate decorate con finto travertino, che hanno necessitato un approfondito studio del materiale utilizzato, delle sue caratteristiche e patologie, nonché un’attenta calibrazione degli interventi di conservazione.

    mercoledì 6 – h 12:30-13:15

    La conservazione delle opere di arte ambientale: il caso studio della Fattoria di Celle, incontro con Cristiano Riminesi e Barbara Salvadori, Ricercatori dell’Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali del CNR (CNR-ICVBC)

    Al fine di determinare lo stato di conservazione delle opere d’arte contemporanea collocate in esterno ed individuare le migliori pratiche e linee guida per la loro manutenzione, si rende necessario rivedere o confermare le pratiche consolidate nell’ottica dei materiali impiegati e del “pensiero” dell’artista.

    Al fine di conseguire tali obiettivi è stata avviata una campagna di monitoraggio per lo studio dei processi di degrado su alcune delle opere di arte ambientale della Collezione Gori nel parco della Fattoria di Celle (Santomato, Pistoia). Le opere selezionate come caso di studio sono state tutte realizzate appositamente per il parco da artisti contemporanei. La scelta è ricaduta su opere realizzate in materiali molto diversi: malta dipinta con colori acrilici, pietra e bronzo. Ogni installazione presenta fenomeni di degrado propri, legati al materiale costitutivo e all’esposizione. Una prima fase di indagini, realizzata con strumenti diagnostici portatili e micro-campionamenti, ha permesso di individuare le principali problematiche e i criticità per le singole opere. A seguire è stata progettata la campagna di monitoraggio che ha avuto inizio nel corso del 2014. Oggi, dopo un anno, sulla base dei primi risultati è possibile definire quali delle criticità identificate costituiscano un rischio per la conservazione e quali siano le linee guida per la conservazione delle opere.

    mercoledì 6 – h 13:15-14:00

    Convegno ESRARC – Un evento per incontrare specialisti nel restauro e la conservazione dell’arte religiosa, incontro con Oana Adriana Cuzman, Ricercatore dell’Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali del CNR (CNR-ICVBC)

     

    L’arte religiosa fa parte dell’esperienza storico-artistico e sociale della comunità a cui appartiene, rispecchiando i valori e le tradizioni, specifici del luogo, del tempo, della cultura e della spiritualità del posto. L’insieme di questi aspetti aiutano a “leggere” l’arte religiosa ed a capire i suoi valori intrinseci, che meritano di essere preservati per le generazioni future. Per fare questo, l’interazione tra i diversi esperti coinvolti nello studio, il restauro e la conservazione dell’arte religiosa è fondamentale, il Simposio Europeo sull’Arte Religiosa - Restauro e Conservazione (ESRARC) rappresenta l’occasione per riunire gli specialisti di discipline umanistiche e scientifiche.

    Questa esperienza inizia nel 2006 in Romania, e nel 2014 si svolge per la prima volta all’estero, a Firenze. In questa occasione gli interventi di alto livello professionale presentati hanno sottolineato i valori e i modi di preservare l’arte religiosa tangibile e intangibile. I relatori hanno condiviso le loro esperienze e conoscenze in campi diversi presentando studi focalizzati sui diversi aspetti socio­artistico-religiosi, o casi di studio e tecniche di indagine e diagnostica. Nell’occasione del convegno, CNR-ICVBC nel 2014 ha pubblicato con Nardini Editore il Proceedings Book contenente gli abstract estesi di tutti i contributi presentati al convegno. Parte di questi contributi, nella loro forma completa, sono stati selezionati e pubblicati in un volume speciale dell’ European Journal of Science and Theology.

    La prossima edizione, la 7°, ESRARC2015 si terrà il 6-8 Giugno a Trnava, in Slovacchia.

    mercoledì 6 – h 14:00-14:45

    Tecniche diagnostiche non invasive nell’autenticazione e studio dei reperti egizi: la fluorescenza dei raggi x e la luminescenza indotta da visibile, incontro a cura di ADAMANTIO-Science in Conservation

    mercoledì 6 – h 14:45-15:30

    History and modern project and scientific activity of the Central Scientific Restoration Project Workshops (CSRP), Moscow. International experience, meeting with Olga Piatkina, Chief Ingineer, Elena Kadeyshvili, Historian of Arts

    The Central Scientific Restoration Project Workshops have long story of activity. It was created 67 years ago. During these years we have projected and realized lots of projects of restoration of architecture all over Russian. We are the largest and the oldest workshop in Russia with huge experience in researching, restoration and saving the architectural heritage of our country. Also we have a scientific activity by holding scientific conferenses and issuing the results of our works and researches in the books of articles. The recent few years we started to communicate with international partners. We’re taking part in international fairs and publish articles of our job in Kermes magazine.

    mercoledì 6 – h 15:30-16:15

    La costruzione pittorica di un capolavoro. “Il Martirio di san Giorgio” della chiesa veronese di San Giorgio in Braida, incontro con Claudia Daffara, Ricercatore dell’Università degli Studi di Verona, Dipartimento di Informatica; Donata Samadelli, Funzionario Storico dell’arte della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza; Chiara Scardellato, funzionario conservatore restauratore della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza 

    Il “Martirio di san Giorgio” di Paolo Veronese in San Giorgio in Braida, capolavoro dell’artista, è frutto di una complessa progettazione. In occasione del recente intervento di manutenzione, che ha preceduto le esposizioni londinesi e veronesi sul pittore, la pala è stata indagata alla luce degli aggiornati sistemi di diagnostica non invasiva messi a disposizione dall’Istituto Nazionale di Ottica di Firenze e dall’Università degli Studi di Verona che hanno permesso una lettura approfondita dei materiali costitutivi e della tecnica pittorica. I risultati di tali esami hanno consentito di ricostruire il complesso iter esecutivo del capolavoro veronesiano. Le novità riscontrate hanno offerto lo spunto per la raccolta sistematica e lo studio dei dati materiali e scientifici riferibili ad un rilevante nucleo di opere che, comparati con i precetti e le notizie tecniche tramandate dalle fonti storiche, possono contribuire alla comprensione del modus operandi di Paolo Veronese.

    mercoledì 6 – h 16:15-17:00

    L ’importanza delle reti nel sistema del restauro e il caso Flores - l’Università del Restauro, incontro con Emanuele Amodei, Istituto per l’Arte e il Restauro “Palazzo Spinelli”, Firenze

    Giovedì 7 maggio 2015

    giovedì 7 – h 10:15-11:00

    Documenti siciliani del XVII secolo. Il restauro di 6 pergamene della Curia Vescovile di Ragusa, incontro con Livio Nappo, Direttore tecnico di laboratorio Ca.Li.Per Officina; Salvatore La Lota Di Blasi, Responsabile di Ca.Li.per.News. Il blog del Restauro dell’Arte e dell’Antiquariato

    In Sicilia, cuore del Mediterraneo, si conservano ancora oggi antichi documenti dal contenuto prezioso, utile a ricostruire la storia dei luoghi, delle tradizioni e dei grandi avvenimenti storici. E’ il caso anche delle 6 pergamene della cattedrale di San Giovanni Battista della Diocesi di Ragusa, città appartenente un tempo all’antica Contea di Modica. Interessanti sia dal punto di vista storico che diplomatico le pergamene ragusane attestano la presenza di antiche devozioni e radicati culti, tutti legati all’epoca del fiorente barocco siciliano ed ibleo. Conservati per lungo tempo in piega, cioè sotto forma di lettera, questi preziosi documenti, provvisti di sigillo in ceralacca e – in un solo caso - in piombo, hanno subito gli effetti di un degrado piuttosto evidente, perlopiù causato dall’adozione di errate misure di conservazione e aggravato da metodi di consultazione piuttosto disinvolti. I danni hanno riguardato tanto i documenti quanto i sigilli, spesso interessati da pesanti deformazioni delle custodie metalliche, da lesioni e in alcuni casi dalla perdita di frammenti della ceralacca. Desiderio della committenza era tanto il restauro dei documenti quanto l’adozione di un sistema conservativo capace di proteggerli senza impedirne la consultazione. Tra le opzioni possibili, si è scelto di procedere con un intervento che consentisse, compatibilmente con lo stato di conservazione, il recupero della planarità di ciascun documento. Per quanto concerne la loro conservazione invece, è stato adottato un montaggio in passepartout a doppia finestra con l’ausilio di margini in carta giapponese, collocazione che ha permesso di rendere i documenti fruibili recto – verso senza bisogno di un contatto diretto per la loro consultazione. Il risultato raggiunto ha permesso di accordare le esigenze conservative con le necessità della committenza, mantenendo al contempo un impatto estetico gradevole e funzionale tanto alla conservazione quanto all’esposizione di questi delicati oggetti.

     

    giovedì 7 – h 11:00-11:45

    I professionisti del restauro. Presentazione dell’annuario dei diplomati dell’Opificio delle Pietre Dure, edito da Nardini Editore, incontro con Marco Ciatti, Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e Letizia Montalbano, Direttore della Scuola di Alta Formazione e di Studio dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze

    Marco Ciatti, Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e Letizia Montalbano, Direttore della Scuola di Alta Formazione e di Studio dello stesso Istituto presentano il libro “I professionisti del restauro. Diplomati della Scuola di Alta Formazione e di Studio dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze”. La pubblicazione, a cura di Letizia Montalbano, intende valorizzazione il lavoro svolto in più di 30 anni di attività dall’OPD nell’ambito della formazione, con i corsi didattici quadriennali attivati dal 1978 al 2009, prima della modifica della normativa nazionale. Il repertorio dei restauratori diplomati dalla Scuola di restauro dell’OPD è un pratico testo di consultazione che indica al pubblico chi sono gli esperti nel restauro e in quali campi operano, che tipo di esperienza hanno e in quale area geografica lavorano preferibilmente. Il format del repertorio si sviluppa in schede curriculari con indicati: il settore di specializzazione, i contatti, l’istruzione e formazione, l’attività lavorativa intesa sia come campo specifico che come i restauri più importanti da segnalare, l’attività di docenza presso corsi, università e accademie e infine le pubblicazioni nel campo del restauro e della ricerca.

    giovedì 7 – h 11:45-12:30

    Nicolas Poussin: le tecniche pittoriche e i problemi conservativi. Nell’ambito delle celebrazioni per il 350° anniversario dell’artista, uno speciale numero speciale di “Kermes” presenta i più aggiornati contributi internazionali, incontro con Giorgio Bonsanti, già Professore di Storia e Tecniche del Restauro, Università di Firenze; Paolo Bensi, Docente di Storia delle Tecniche Artistiche, Dipartimento di Scienze per l’Architettura, Università di Genova

    Nell’ambito delle celebrazioni per il 350° anniversario della morte di Nicolas Poussin (1594-1665), il numero speciale di “Kermes”, n. 94/95, esce in concomitanza con la mostra “Poussin et Dieu” che il Musée du Louvre presenta nella primavera del 2015. Omaggio al “pittore-filosofo”, il volume si pone quale strumento scientifico di riferimento che riporta lo stato dell’arte a livello internazionale negli studi tecnici poussiniani. La pubblicazione è stata l’occasione per attivare un dibattito internazionale – quasi un convegno ideale con sede in “Kermes”, che i curatori, Helen Glanville e Claudio Seccaroni hanno saputo e potuto organizzare grazie alle loro riconosciute specifiche competenze – a cui hanno aderito con entusiasmo oltre venti autori, proponendo significativi ed estesi studi in una dimostrazione esemplare d’interazione fra ricerche storico artistiche e tecnico­scientifiche.

    giovedì 7 – h 12:30-13:15

    La formazione dei conservatori restauratori in Svizzera, incontro con Giacinta Jean, Responsabile del corso di laurea in Conservazione e Restauro, SUPSI-Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana; Giovanna Di Pietro, Docente ricercatrice, HKB Hochschule der Künste Bern

    In Svizzera la formazione universitaria dei conservatori-restauratori si sviluppa con un primo curriculum bachelor (laurea triennale) seguito da un biennio di specializzazione (laurea magistrale). Le quattro sedi che offrono questo indirizzo di studi, presenti nella Svizzera francese, italiana e tedesca, sono associate all’interno del Swiss Conservation-Restoration Campus (www.swiss­crc.ch). Ogni sede è un centro di insegnamento e di ricerca al cui interno lavorano gruppi interdisciplinari di docenti e di professionisti specializzati in un particolare campo della conservazione e del restauro: dai dipinti murali ai tessili, dalle sculture agli oggetti archeologici ed etnografici, dalla carta agli oggetti meccanici fino ai materiali moderni. Durante la presentazione verranno illustrati i programmi comuni svolti all’interno del Campus e le attività specifiche di ciascun istituto, mostrando come - sia a livello di formazione che di ricerca - sia possibile attivare collaborazioni istituzionali anche con enti italiani e favorire in questo modo la mobilità di studenti e di docenti.

    giovedì 7 – h 13:15-14:00

    Progetto CE.R.MA. Quaderno n. 1 - Blu. Banca dati comparativa tra materiali moderni e antichi nel restauro dei dipinti, a cura di Annamaria Giovagnoli, edito da Nardini Editore con CCR “La Venaria Reale”, incontro con Annamaria Giovagnoli, già direttore dei Laboratori Scientifici del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” e Chimico per la Conservazione, Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro

    Una pubblicazione pensata per un pubblico di operatori del settore di restauro che quotidianamente devono affrontare il problema della conoscenza delle opere a loro affidate senza il sostegno dato dal raffronto costante con gli esperti scientifici o dall’ausilio di analisi diagnostiche complesse; uno strumento metodologico per un iter diagnostico semplice che permetta di ridurre al minimo i campionamenti ottenendo al contempo dati esaurienti. Il lavoro è, scaturito da un progetto di ricerca con lo scopo di condividere con quanti operano nel settore della conservazione e del restauro i risultati che la sperimentazione, avviata presso il Centro di Conservazione e Restauro “La Venaria Reale “ e supportata economicamente dalla regione Piemonte, ha permesso di acquisire in termini di ottimizzazione delle procedure di analisi, di utilizzo delle strumentazioni e di riscontro diretto con le analisi effettuate su opere e su campioni reali.

    Questo volume è il primo numero di una collana dedicata ai diversi pigmenti, pensata in continuo e costante aggiornamento via via che la sperimentazione, sulla quale si basa, procede. Ecco quindi la scelta del formato e-book: adatto e versatile per la facilità di accesso e la semplicità di aggiornamento considerando che la sperimentazione (e quindi la banca dati ad essa collegata) è una attività in fieri, dalla quale potranno emergere dati nuovi e significativi che potranno essere inseriti agilmente in nuove edizioni.

    A questa prima divulgazione, incentrata sullo studio di alcuni pigmenti storici, in particolare il Lapislazzuli, l’Azzurrite e lo Smaltino, seguiranno gli studi su tutti gli altri pigmenti blu e su quelli di differenti cromie.

    giovedì 7 – h 14:00-14:45

    App Nardini Editore per la conservazione e il restauro. I nuovi formati di edizioni Nardini su App Store e Google play per rispondere alle esigenze attuali degli autori e dei lettori, incontro con Ennio Bazzoni, Direttore Editoriale Nardini Editore

    Nei suoi oltre 40 anni di vita, la linea editoriale della casa editrice Nardini Editore dedicata ai Beni Culturali è divenuta uno strumento di lavoro per la comunità internazionale del restauro e della conservazione. Per rispondere all’esigenza di far conoscere idee ed esperienze senza più confini geografici e linguistici, i libri attinenti la conservazione e il restauro e la rivista “Kermes. La rivista del restauro” sono disponibile tramite Internet anche in formato digitale, superando qualsiasi problema di spedizione cartacea nazionale e internazionale.

    “Nardini Editore” e “Kermes” sono infatti anche un’applicazione gratuita su Google Play e su App Store che potrete scaricare come un’icona da tenere sul vostro tablet o smartphone e che si aggiornerà automaticamente ogni volta che verrà reso disponibile un nuovo prodotto (volume, abbonamento, rivista o articolo).

     

    giovedì 7 – h 14:45-15:30

    Landscape as Architecture. Identity and Conservation of Crapolla Cultural Site / _Paesaggio come architettura. Identità e conservazione del sito culturale di Crapolla, a cura di Valentina Russo, edizione Nardini Editore, incontro con Marco Pretelli, Professore associato Restauro architettonico, Dipartimento di Architettura, Università di Bologna; Francesco Delizia, Architetto, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

    Attraverso una locuzione sempre più ricorrente in ambito internazionale, la nozione di paesaggio culturale rimanda a luoghi in cui la simbiosi tra costruito e natura si esprime e comunica valori di qualità estetica, di sedimentazione storica, di memoria collettiva. Le difficoltà connesse alla definizione del concetto di “paesaggio” sono corrispondenti a quelle connesse alla sua salvaguardia. Numerosi sono i quesiti che si pongono in rapporto ai limiti spaziali da considerare, a quelli temporali (paesaggio storico-paesaggio contemporaneo), al significato di autenticità del paesaggio, mutevole con il mutare del clima. La comprensione dei significati, latenti e meglio riconoscibili, del paesaggio stratificato al fine del suo restauro costituisce oggi un compito tanto urgente quanto irto di difficoltà. Ciò appare tanto più evidente quanto più l’azione conservativa va oltre l’approssimazione dell’intervento a favore, invece, di un percorso di comprensione e di progetto fondato su solide competenze specialistiche e ampi orizzonti teoretici. Appare indispensabile affrontare il restauro del paesaggio attraverso, in primo luogo, l’integrazione virtuosa piuttosto che la sommatoria tra molteplici saperi di diversa provenienza − storica, antropologica, archeologica, architettonica, biologica, ambientale, ecc. − in grado di dialogare, porre interrogativi, mettere a confronto ipotesi evolutive e operative. Appare, allo stesso modo, indispensabile guardare all’oggetto delle proprie indagini attraverso molteplici punti di vista: alla prospettiva “dall’alto”, essenziale per riconoscere relazioni tra parti, manufatti, reti di percorsi, elementi naturali, occorre affiancare la paziente lettura ravvicinata, necessaria a cogliere biodiversità, frammenti dell’opera dell’uomo, strati che documentano il vissuto e l’assenza nelle frequentazioni, modi di costruire e di adattare il territorio ad esigenze di sussistenza. Leggere il visibile anche attraverso l’invisibile e, analogamente, riconoscere, oltre all’evidenza, i segni “silenziosi” con cui, attraverso i secoli, si è resa possibile la convivenza tra la natura e l’uomo. Tutto ciò, come l’esperienza che si presenta in questo volume ha cercato di perseguire, chiede tempi lunghi di elaborazione che sono, invero, quelli propri del paesaggio.

    giovedì 7 – h 15:30-16:15

    Paesaggio: Immagini, Sensazioni e Percezioni, incontro con Michela Moretti, Architetto, Phd in Architettura del Paesaggio, Università Di Firenze

    La lettura percettivo-sensoriale del paesaggio finalizzato alla sua restituzione (mappe) e basato sulla ricerca di un modello di analisi dinamico – ovvero restituito attraverso l’utilizzo di banche dati geografiche relazionali e di GIS – da utilizzare come supporto di integrazione e comunicazione alle conoscenze tradizionali. L’analisi della sinestesia fra i cinque sensi, arrivando alla definizione del passaggio dalla percezione individuale alla percezione collettività, individuando le peculiarità territoriali che ne definiscono l’identità. Uno strumento nella costruzione di una cartografia essenziale per la progettazione paesaggistica.

     

    giovedì 7 – h 16:15-17:00

    Le pietre degli edifici storici: diagnostica e conservazione, incontro con Marco Giamello, Ricercatore e responsabile scientifico dell’Unità di Ricerca “Conservazione dei Beni Culturali” - Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente, Università di Siena

    Le città storiche italiane, come noto, hanno impiegato nel loro passato, e talvolta anche adesso, grandi quantità di pietre, da costruzione e ornamentali, di provenienza sia locale sia da territori lontani, per la costruzione di edifici, monumenti, cinte murarie, ecc. Pietre che hanno subito modifiche inerenti la loro struttura e composizione, a partire dalla loro estrazione, passando dalla lavorazione delle superfici, dall’esposizione agli agenti atmosferici e agli inquinanti, fino agli eventuali reimpieghi. La puntuale caratterizzazione mineralogico-petrografica delle pietre in questione è fondamentale per definirne non solo gli aspetti genetici naturali, ma anche i processi alterativi da cui sono interessate. Tale caratterizzazione della roccia in quanto tale potrebbe però non essere sufficiente per comprendere appieno le vicissitudini che ha subito. Per questo è necessario rivolgere l’attenzione, e quindi le analisi, anche all’interfaccia pietra-ambiente esterno, cioè alla superficie, o meglio, ai livelli più superficiali delle pietre. È qui infatti che le trasformazioni, chimiche, fisiche e biologiche della roccia mostrano la maggior intensità, è qui che si possono ritrovare tracce di lavorazione e di trattamenti, più o meno antichi, è qui che si interviene con operazioni di rimozione, consolidamento e protezione. Durante l’incontro sarà sottolineata, anche attraverso l’illustrazione di casi studiati, l’importanza che le analisi microstratigrafiche, opportunamente contestualizzate, rivestono per la corretta caratterizzazione dei livelli superficiali, al fine di fornire maggiori elementi su cui basare la scelta dei metodi di intervento

    giovedì 7 – h 17:00-17:45

    Il convegno APLAR dedicato alle applicazioni laser nel restauro e le sue pubblicazioni, incontro con Giorgio Bonsanti, già Professore di Storia e Tecniche del Restauro, Università di Firenze; Barbara Mazzei, Musei e Archivi PCAS, Roma; Anna Brunetto, Restauri Brunetto, Vicenza

    APLAR è il nome del Convegno dedicato alle applicazioni laser nel restauro, settore dei beni culturali dal quale è stato derivato l'acronimo. Nato nel 2007, in occasione della prima edizione tenutasi a Vicenza, il Convegno APLAR ha l’obiettivo di costituire un punto di riferimento e il veicolo per la disseminazione di pratiche, informazioni, ricerche, metodologie nel campo della conservazione e del restauro dei beni storici e artistici. La sua principale finalità è quella di raccogliere e mettere a confronto le esperienze pratiche e quelle di ricerca, creando sinergie tra il ‘saper fare’ della collettività italiana e quella estera sul tema dell’ablazione laser.

    Con l’edizione del 20I2, svoltasi a Roma, il Convegno APLAR ha iniziato a dedicare attenzione anche ad altre tecnologie strumentali utilizzate nelle pratiche della conservazione, aprendo ulteriori spazi di confronto e di informazione su tecniche, sistemi e metodi per la rimozione di sostanze superficiali e su argomenti relativi alla diagnostica e alla modellazione 3D alle diverse scale micro e macro. APLAR, dunque, promuove un approccio interdisciplinare per sollecitare l’interesse dei restauratori, dei chimici, fisici, ma anche degli storici dell’arte, architetti, ingegneri, archeologi e, non ultimi, degli studenti. Tutti gli incontri vengono pubblicati e resi fruibili attraverso la pubblicazione di Atti. APLAR è inoltre aperta a raccogliere bibliografie e tesi sull’argomento, offrendo la possibilità di pubblicazione sulle pagine ad esse dedicate nel proprio sito web.

    Venerdi 8 maggio 2015

    venerdì 8 – h 9:30-10:15

    La Scuola di specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio della Sapienza di Roma:
    esperienze per la formazione nei cantieri
    , incontro con Prof.ssa Daniela Esposito, Direttore Scuola
    di specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio della Sapienza di Roma; Prof. Nicola 
    Santopuoli, Scuola di specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio della Sapienza di Roma

    La Scuola di specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio della “Sapienza” Università di Roma, ha istaurato rapporti di collaborazione con enti statali e locali stipulando convenzioni per l’attivazione di cantieri-scuola. Sperimentazioni di questo tipo sono state realizzate nel Castello di Sermoneta, nell’ Anfiteatro Flavio, nei Giardini di Ninfa, nella Villa dei Quintili e la Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura. nell’area archeologica di Pompei, nel castello di Cusercoli (FC), ed al castello Odescalchi di Bracciano. Viste tali positive esperienze è stato esplicitamente previsto nell’ordinamento didattico della Scuola di specializzazione, all’art. 2, la possibilità per gli specializzandi di frequentare un quinto semestre, avente carattere di tirocinio applicativo, all’interno di cantieri scuola. All’interno dei cantiere scuola i partecipanti vengono direttamente coinvolti, sotto la direzione dei docenti, in diverse attività: dalle indagini preventive alla progettazione preliminare, ai saggi d’intervento, al progetto esecutivo, fino all’intervento di restauro vero e proprio. La finalità dell’esperienza è quella di fornire una preparazione specialistica per rendere gli allievi capaci di operare all’interno di un cantiere di restauro, orientando la formazione anche verso gli aspetti pratici di tale attività. Il campo delle conoscenze teoriche e critiche date dalla Scuola viene così integrato dalle competenze di tipo tecnico necessarie per condurre adeguatamente le varie fasi di un restauro.

    venerdì 8 – h 10:15-11:00

    Opere provvisionali e restauro - progetto di messa in sicurezza per la valorizzazione dell’ex monastero della Ripa di Forlì, incontro con Dr. Arch. Riccardo Buonpane

    Il progetto di messa in sicurezza e di valorizzazione del complesso monastico della Ripa di Forlì sviluppato all’interno di una tesi di laurea in Restauro Architettonico discussa presso la Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma e che ha visto il diretto coinvolgimento del comando dei Vigili del Fuoco di Forli-Cesena e dell’amministrazione Comunale di Forlì. Una messa in sicurezza intesa come un diverso approccio alla disciplina del restauro, fatta di interventi mirati, puntuali ed immediati ma che nel complesso permettono, in tempi contenuti, la fruizione del bene e la sua conservazione.

    venerdì 8 – h 11:00-11:45

    Conservazione programmata. La chiesa della Disciplina di S. Croce in Verolanuova, Brescia, con presentazione del Quaderno di Kermes sull’argomento, incontro con Barbara Scala, Dottore di ricerca in Conservazione dell’Architettura, Università di Brescia

    L’esito della serie di studi attivati, dimostrazione di una attività di conoscenza, prevenzione, controllo, programmazione degli interventi, affrontati attraverso la collaborazione e la sinergia di professionalità diverse, che hanno contribuito alla sostituzione dell’idea del restauro come ripristino e chiusura al cambiamento, promuovendo il concetto di conservazione come evoluzione aperta al rapporto tra uomo e patrimonio.

    Giunti al termine di un lungo e fruttuoso percorso, è necessario trovare un momento di verifica, accertando che gli obiettivi iniziali, che hanno indotto ad intraprendere questo viaggio, siano stati raggiunti. Un riscontro che permette di condividere, sintetizzare e gettare nuove basi per il proseguo di un processo di salvaguardia attivato nella chiesa della Disciplina di S. Croce in Verolanuova (Brescia), che rappresenta la capacità di vedere e governare nel tempo le sue “trasformazioni”.

    Cultura responsabile della manutenzione, individuazione e trasferimento di buone prassi per la conservazione programmata, diffusione di nuove metodologie e tecnologie di indagine diagnostica, rappresentano solo alcuni degli elementi chiave del progetto, che, pur riguardando nello specifico la

    chiesa della Disciplina, può essere esteso, da un punto di vista metodologico e organizzativo, a molti altri beni artistici diffusi sul territorio regionale e nazionale. La proposta presentata costituisce un modello e risponde alla necessità di sensibilizzare e rendere consapevoli i gestori e gli utilizzatori dei beni culturali, riguardo le potenzialità che corrette strategie di conservazione programmata apportano, dal punto di vista della sostenibilità economica e funzionale, al patrimonio storico-artistico. In sintesi, il libro offre una esaustiva e puntuale “cartella clinica” della chiesa, primo passo indispensabile per poter costruire un piano di conservazione programmata e stimolo ad un nuovo fattivo interesse delle varie componenti della comunità di Verolanuova per un completo recupero di questo pregevole tesoro cittadino.

    venerdì 8 – h 11:45-12:30

    La storia nel ghiaccio: Archeologia e memoria della Grande Guerra, incontro con Franco Nicolis, Direttore dell’Ufficio Beni archeologici della Provincia autonoma di Trento

    L’archeologia è una disciplina che si pone come obiettivo la ricostruzione del passato attraverso lo studio dei resti della cultura materiale. Solo negli ultimi anni l’archeologia dei conflitti armati recenti, in particolare quella della prima Guerra Mondiale, è diventata parte importante della disciplina archeologica, in particolare di quella che si interessa del mondo contemporaneo. In questa sede saranno presentate alcune esperienze di archeologia della Grande Guerra condotte dall’Ufficio beni archeologici della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con il Museo “Pejo 19 14- 1918 La guerra sulla porta” in ambiente glaciale. Particolare rilievo sarà dato alle ricerche condotte a Punta Linke, posta a 3.629 metri s.l.m. nel gruppo dell’Ortles-Cevedale. Il sito di Punta Linke era caratterizzato dalla presenza di un doppio impianto teleferico che lo collegava da una parte al fondovalle di Pejo e dall’altra all’importante presidio posto sul costone sudorientale del Palon de la Mare. Le strutture relative all’impianto teleferico comprendevano una baracca, che ospitava l’officina meccanica e il motore di trazione dell’impianto di fabbricazione tedesca, e una galleria di circa 30 metri, scavata in permafrost e in roccia. L’intervento di ricerca archeologica ha portato alla completa restituzione della baracca, all’interno della quale è stato riposizionato il motore. È stata poi liberata la galleria, all’interno della quale sono state mantenute le strutture originali di apprestamento minerario. Il sito è visitabile in estate. Saranno poi presentate le attività di recupero dei resti dei caduti condotte in collaborazione con le istituzioni preposte.

    venerdì 8 – h 12:30-13:15

    La Scuola di Conservazione e Restauro dell’Università di Urbino tra didattica e ricerca, incontro con Prof. Laura Baratin, Presidente del Comitato Nazionale delle Lauree in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, Coordinatore della Scuola di Conservazione e Restauro dell’Università di Urbino

    Aspetti legati alla didattica e alla ricerca attraverso una breve illustrazione di alcuni progetti su importanti opere d’arte, Crivelli, Barocci, Bosch, Pagani, Mastroianni che la Scuola sta avviando in questi ultimi mesi con la collaborazione di diverse istituzioni pubbliche e private.

    venerdì 8 – h 13:15-14:00

    Il consolidamento nel restauro degli edifici storici: esempi di tecniche non invasive, incontro con Flavia Festuccia, Architetto, Specialista in Restauro dei Monumenti

    Partendo dall’assunto che il consolidamento è una branca del restauro, accade che in molti casi si applichino delle tecniche invasive che precludono qualsiasi intervento conservativo successivoall’intervento attuato. Nel corso della relazione saranno illustrati alcuni esempi di consolidamento in cui sono state applicate tecniche e modalità d’intervento efficaci e rispettose della facies muraria, della patina e della stratigrafia storica della quale il monumento è testimonianza.

    venerdì 8 – h 14:00-14:45

    Il restauro dei Misteri della Madonna del Rosario della chiesa di San Francesco a Ostra: proposta di materiali alternativi nel sistema di ancoraggio, incontro con Claudia Napoli, Restauratrice, Laureata in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali

    In occasione del restauro di quindici dipinti a olio su tela conservati nella Chiesa di San Francesco a Ostra (AN), raffiguranti i Misteri del Rosario e attribuiti alla cerchia di Federico Barocci, è stato studiato un sistema di ancoraggio con materiali alternativi, al fine di rimediare agli inconvenienti causati da quelli tradizionali. In seguito a un precedente intervento di restauro, le tele, ormai prive di tensionamento, erano infatti malamente inchiodate dal fronte su tavolette lignee ancorate alla cornice lignea. La soluzione ricercata, oltre a rispettare le esigenze conservative dell’opera, doveva permettere la ricollocazione originaria dei dipinti senza snaturare la tipologia delle opere, storicizzare l’intervento effettuato in passato, riutilizzando le tavolette lignee a cui le tele erano ancorate o adagiate e consentire ispezioni e monitoraggi futuri. Sono stati pertanto testati il Nastro magnetico MT-20-STIC, i Magneti S-05-01 N e S-10-01 N e il Velcro. I materiali sono stati sottoposti a test di laboratorio al fine di quantificare la forza del giunto determinata dai diversi materiali, seguendo le normative di riferimento.

    venerdì 8 – h 14:45-15:30

    Restauro conservativo e valorizzazione storico-culturale della cinta bastionata rinascimentale della fortezza veneziana di Peschiera del Garda (Verona), incontro con Dott. Filippo Gavazzoni, Consigliere Incaricato del Comune di Peschiera del Garda (VR) alla Conservazione del Patrimonio Storico, al Turismo e alle Manifestazioni; Alessandro Bazzoffia, Architetto, Esperto in Restauri Monumentali - Ricerche Consulenze Conservazioni Restauri, Desenzano del Garda (BS)

    Peschiera del Garda (VR) è caratterizzata dall’alta e imponente cinta muraria bastionata cinquecentesca a forma pentagonale tra le più importanti d’Italia, racchiudendo al suo interno caratteristici canali, ponti, piazzette, che costituiscono la trama storica del suo nobile centro antico. Nel rinascimento, la Repubblica Veneta entrò in possesso della città nel 1440, mentre la parte più importante delle mura fu eretta a partire dal 1549. Possente città murata, con presenza stratificata di molti reperti storici fin dal VI secolo, un sistema fortificato fra i più completi in Italia, completamente circondata dall’acqua e immersa nella natura e nella storia.

    venerdì 8 – h 15:30-16:15

    Restauratori Senza Frontiere Italia (RSF) e Fratelli Alinari-Fondazione per la Storia della Fotografia. Il restauro e la digitalizzazione di 45 negativi su lastra di vetro di form ato “imp eriale”, una collezione storica unica al mondo, incontro con Ales sandra Morelli, Vice Presidente di RSF Italia; Emanuela Sesti, Dirigente Responsabile Formazione Fratelli Alinari

    RSF Italia ha firmato una convenzione con la Fratelli Alinari per la promozione attraverso crowdfunding del progetto di restauro e digitalizzazione di 45 negativi su lastra di vetro di formato “imperiale”, risalenti alla seconda metà del secolo XIX. Restauratori Senza Frontiere Italia in qualità di ente proponente e gestore del progetto. Fratelli Alinari spa in qualità di proprietaria dei Beni oggetto dell’intervento che sono ubicati e custoditi nella sede di Firenze.

     

    La Fratelli Alinari custodisce all’interno dei propri Archivi una collezione impressionante di oggetti della fotografia che può definirsi unica al mondo per dimensione numerica, e per contenuti.

    Tra l’altro un centinaio di negativi di grande formato di cui 45 di formato “grandissimo” (fino oltre 1 metro), anche detto “imperiale”, in buona parte realizzati da Alinari tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Allo stato attuale il personale e le risorse impegnate riescono a far fronte e a garantire solo la manutenzione ordinaria, mentre una parte importante dell’Archivio necessita di interventi straordinari. Tra essi l’intervento più urgente riguarda le 45 lastre di formato “imperiale”. Il progetto prevede un intervento conservativo e di restauro sulle lastre che, una volta restaurate, saranno conservate in un apposito locale climatizzato da predisporre e realizzare negli spazi che la società mette a disposizione all’interno dell’immobile di sua proprietà.

    Il progetto di Restauratori Senza Frontiere Italia mira soprattutto a mettere in salvo la descritta collezione, ma vuole essere anche l’occasione per divulgare la necessità di porre attenzione alla conservazione e alla valorizzazione dei Beni Culturali italiani archivistici e fotografici.

    Gli Archivi fotografici in particolare, pur essendo di grande importanza, come quelli conservati nelle Soprintendenze statali, sono in buona parte preclusi alla fruizione sia perché ancora non digitalizzati sia perché non inclusi nei programmi di manutenzione e conservazione ordinaria.

    venerdì 8 – h 16:15-17:00

    “I tessili. Applicazioni laser e altre indagini per i materiali fibrosi”, “I dipinti mobili. Applicazioni sperimentali di sistemi laser per la pulitura”, Progetto TemArt, OPD-Nardini Editore, nuova collana Conservation Notebooks, incontro con Marco Ciatti, Soprintendente OPD-Opificio delle Pietre Dure; Mattia Patti, Università di Pisa

    Progetto Temart. Tecniche avanzate per la conoscenza materica e la conservazione del patrimonio storico-artistico. Sistemi laser per la pulitura. Indagini selettive per i materiali fibrosi. L’Achrome di Piero Manzoni. Il C14 per le reliquie tessili. Metodologie di pulitura. Uso del laser nella pulitura. Strumenti e applicazioni

    venerdì 8 – h 17:00-17:45

    Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano-ARPAI, incontro con Gian Antonio Golin, Direttore ARPAI

    ARPAI è un’associazione che opera per la salvaguardia del Patrimonio dal 1989 e finora ha finanziato, direttamente o in alleanza con istituti bancari e fondazioni, un complesso di oltre 300 opere fra dipinti, architetture, sculture, oreficerie, libri e ceramiche, manufatti tessili e monumenti archeologici, che fanno parte del Patrimonio artistico italiano. Nel presente l’obbiettivo è coinvolgere le fasce più giovani tra i cittadini per risvegliare l’interesse per la tutela del proprio Patrimonio culturale da trasmettere alle future generazioni come è stato fatto fino ad oggi.

    venerdì 8 – h 17:45-18:30

    Il restauro del contemporaneo: esperienze della Scuola di Urbino, incontro con Maria Paola Salvarani, Restauratrice, Laureata in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, Assistente restauratore al Corso in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’Università di Urbino

    La Scuola di Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Urbino dal 2011 nel suo percorso formativo ha inserito anche opere d’arte contemporanea. Gli studi condotti hanno approfondito alcune tematiche relative a problematiche sotto il profilo conservativo, di restauro e di valorizzazione. Molte metodologie di intervento e di approccio vengono riprese dal restauro tradizionale nonostante vi siano varie differenze da tenere in considerazione come la diversità dei materiali, delle forme, del rapporto con il contesto, il significato intrinseco dell’opera e il rapporto che questa ha con il suo creatore: l’artista. Questo aspetto non è da sottovalutare in quanto la maggior parte delle opere in esame sono ancora tutelate dal diritto d’autore. La documentazione con sistemi tridimensionali, in alcuni lavori, ha rappresentato la parte fondamentale preliminare all’intervento e parte integrante dello stesso a partire dalle opere di Mastroianni per passare a quelle di Trubbiani e di Maurizio Savini. In altri casi è stato applicato il GIS (Geographic information system) impiegato come nuovo sistema di gestione e preliminare alla manutenzione di opere di Land Art come quelle del Parco museo di Sant’Anna del Furlo e di Arte in Nature del Parco Arte Sella. Alcune tipologie di beni sono stati studiati per approfondire i materiali impiegati e le tecniche utilizzate come per la Street Art e l’Arte Cinetica. La presentazione dei lavori sviluppati come prove finali dagli allievi negli ultimi quattro anni, cercherà di evidenziare come l’arte contemporanea si serva di ogni tecnica e materiale disponibile, di come il significato di queste scelte rimanga spesso incomprensibile se non si acquisiscono dati sulle intenzioni dell’artista, indicazioni sui metodi di elaborazione e produzione riguardanti il suo punto di vista concetti quali invecchiamento, transitorietà e interazione sono essenziali per la conservazione di opere d’arte spesso molto complesse.

    Sabato 9 maggio 2015

    sabato 9 – h 9:45-10:30

    The Pleco project: a good illustration of the way research integrates the training programme at HE-Arc CR, meeting with Christian Degrigny, lecturer and researcher, Haute Ecole Arc Conservation-restauration (HE-Arc CR), Neuchâtel, Switzerland

    Research activities at University of Applied Sciences Arc Conservation-restauration division (HE- Arc CR) in Neuchâtel are strongly related to the conservation training programme. Both bachelor and master students that are particularly interested in research applied to conservation have the possibility to contribute to the research projects of our Conservation Research Unit (UR-Arc CR) during their diploma work. Furthermore master students have to integrate basic research activities such as analytical work, testing of conservation materials, etc. in any of their conservation projects. Once a month they report to a “scientific committee”, comprising their professors and invited external experts, the outcomes of their project. The Pleco project or the development of an innovative electrolytic pencil to clean tarnished silver artefacts of the masterpieces of the Treasury of Saint-Maurice Abbey in Valais, Switzerland, will be presented to illustrate the implication of our students in the achievement of research projects.

    sabato 9 – h 10:30-11:15

    La Pieve di S. Maria in Acquedotto: dalla ricerca storica al progetto di restauro attraverso la conoscenza diretta del costruito, incontro con Alessandra Alvisi, Architetto, Specialista in Restauro dei Monumenti

    L’intervento di restauro che sta interessando la romanica Pieve di Santa Maria in Acquedotto, situata nei pressi di Forlì. La conduzione di un’approfondita ricerca storica e il rilievo diretto del costruito sono stati parte di un approccio storico-critico che ha permesso di prendere coscienza delle vicende costruttive che hanno caratterizzato la storia della Pieve e di valutare con maggior consapevolezza le problematiche di degrado emerse nel corso della fase conoscitiva. Il cantiere, ora in conclusione, ha visto la realizzazione di interventi che hanno interessato murature, volte, coperture e superfici.

     

    sabato 9 – h 11:15-12:00

    Quali cure per le risorse dei territori storici? Ridarsi memoria delle alluvioni-inondazioni e dei terremoti che, da secoli anche in Italia, uccidono persone e distruggono risorse d’arte e di storia, per saper riconsiderare almeno quelle proposte disperse di Giovanni Urbani, incontro con Pietro Segala, Direttore dell’Associazione Mnemosyne, Istituto per la Salvaguardia del Patrimonio Storico; già Direttore della Scuola ENAIP di Restauro, Botticino San Gallo, Brescia

    In Italia, tra alluvioni-inondazioni e terremoti, dall’inizio del ‘900, ci sono stati 230 eventi calamitosi (in media: due ogni anno) che hanno causato 162.240 morti. Degli edifici sto-rici distrutti, credo che non ce ne sia il conto completo. I terremoti non si possono ancora prevedere, ma le cure successive potrebbero essere meglio programmate e condotte con materiali e tecniche più compatibili e senza continuare a separare la cura dei cittadini dal-la cura degli edifici, come attesta soprattutto l’esperienza ancora attiva del terremoto che ha devastato L’Aquila nel 2009. Le tragiche realtà delle alluvioni-inondazioni chie-dono che siano meglio curati i corsi d’acqua per non avere quantità sempre maggiori di morti e di allagamenti in paesi e città. Situazione aggravata dai disordini urbanistici e (per dir poco) dalla parzialità dei Piani Regolatori. Queste tragiche realtà non dovrebbero, finalmente, indurre a verificare se – dopo quarant’anni – non sia tempo di riconsiderare, per applicarle coerentemente, le indicazioni di Giovanni Urbani: dallo stesso definite “proposte disperse”? Se lo si facesse con coerenza, ci si potrebbe accorgere che il dato fondamentale in esse presente attiene il governo del territorio-paesaggio. Di fatto, vi si propone una “urbanistica” vestita di “scienza della durabilità”, dall’ICR di Giovanni Ur-bani postulata (proprio nel “Piano Umbria” del 1975) con il nome di “scienza della con-servazione”.

    sabato 9 – h 12:00-12:45

    La digitalizzazione del patrimonio archivistico e librario favorisce la conservazione? La fruizione mette a rischio la salvaguardia degli originali? incontro a cura di AICRAB-Associazione Italiana dei Conservatori e Restauratori degli Archivi e delle Biblioteche, interviene Melania Zanetti, Presidente AICRAB

    sabato 9 – h 12:45-13:30

    Presentazione del convegno: “I giovani e il restauro” - Prima edizione 2015: “L ’Arte Nel Tempo: Significato, Trasformazioni e Conservazione”, incontro con Cinzia Giorgi, Restauratrice, Presidente associazione Lumen, curatrice del convegno “I giovani e il restauro”; Paola Zoroaster, Restauratrice, Tesoriere associazione Lumen, curatrice del convegno “I giovani e il restauro”

    “I giovani e il restauro” è un convegno nazionale ed internazionale per i giovani, i beni culturali e l’istruzione. L’oggetto del convegno concerne la presentazione delle migliori tesi di laurea nelle discipline inerenti la conservazione ed il restauro. L’evento quindi è rivolto ai giovani restauratori ed esperti scientifici. Tutte le tesi che parteciperanno al convegno, selezionate da una commissione esaminatrice, saranno pubblicate negli atti del convegno e le più meritevoli premiate con delle borse di studio. Il convegno, si terrà a Roma, presso la sede Centrale del CNR (Sala Convegni- Ingresso Via dei Marrucini) nei giorni 9-10-11 dicembre 2015. L’evento è curato dalla dott.ssa Cinzia Giorgi (restauratrice) e dalla sig. Paola Zoroaster (restauratrice) e valorizzato dai suggerimenti del prof. Ulderico Santamaria (docente presso l’Università della Tuscia e Direttore dei Laboratori Scientifici dei Musei Vaticani). Il convegno è ideato dall’associazione “Lumen” promosso con la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area archeologica di Roma e organizzato in collaborazione con altre illustri istituzioni e associazioni: Università degli Studi di Palermo, Università degli Studi Della Tuscia, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa-Napoli, Accademia di Belle Arti di Verona, ISTEC-CNR di Faenza, Associazione AISCOM.

    sabato 9 – h 13:30-14:15

    L ’associazionismo, un grande strumento per cercare di cambiare le cose in meglio, incontro a cura di ARI-Associazione Restauratori d’Italia

    L’ARI, Associazione Restauratori d’Italia, riunisce restauratori ad alto profilo professionale qualificati ai sensi di una legge che definisce, secondo una norma non ancora portata a compimento, la formazione e l’esperienza lavorativa necessarie per il riconoscimento. Dopo anni di battaglie stiamo giungendo alla definizione di un elenco di professionisti del settore attraverso il Bando che trasformerà la norma transitoria in una qualificazione definitiva. L’esperienza ci insegna che spesso le Istituzioni, che dovrebbero tutelarci anche attraverso il mantenimento di un alto profilo della professione, non focalizzano le peculiarità della nostra categoria e le difficoltà del nostro settore. Pertanto l’impegno principale dell’Associazione è quello di cercare un dialogo costruttivo, analizzando le criticità delle azioni istituzionali e proponendo delle alternative che tutelino i nostri interessi. In trenta anni di attività l’Associazione ha allargato i propri confini in relazione ad obiettivi al passo con i tempi e con la complicata evoluzione dei molteplici aspetti connessi alla professione. In questo momento tra i principali impegni dell’ARI troviamo: - difesa di un elevato profilo di competenza degli operatori del settore nel percorso di qualificazione, - sostegno al valore legale della qualifica ai fini dell’accesso a corsi post-laurea e concorsi pubblici; - collaborazione con ECCO (Confederazione Europea delle Organizzazioni dei conservatori-restauratori) alla riorganizzazione legislativa in ambito europeo; - difesa di criteri di autonomia del settore di specializzazione rispetto all’attività di restauro delle imprese edili; - tutela della peculiarità dei beni culturali italiani nell’ambito delle modifiche al codice contratti imposto dalle direttive europee; - promozione del nuovo CCNL creato per i restauratori; - organizzazione di corsi di aggiornamento e formazione continua; - inquadramento delle attività di volontariato connesse ai beni culturali; - elaborazione e aggiornamento del Prezzario per il Restauro dei Beni Artistici edito dalla DEI.

    sabato 9 – h 14:15-15:00

    IG-IIC Il Gruppo Italiano dell’International Institute for Conservation. Il convegno “Lo Stato dell’Arte 13” e le iniziative 2015, incontro con Lorenzo Appolonia, Presidente IG-IIC

    Gli atti del congresso dell’edizione 2014 “Lo Stato dell’Arte 12” tenutosi nella sede dell’Accademia di Brera di Milano. Presentazione dell’iniziativa 2015 “Lo Stato dell’Arte 13” 22/24 ottobre Aula Magna CCR Venaria Reale (TO). Quest’anno, in accordo con la sede ospitante, verranno approfonditi i temi della conservazione preventiva, considerando che il CCR è promotore di un progetto relativo alla conservazione delle Regge Sabaude, e il tema della conservazione e restauro dell’arte contemporanea, argomento già molto presente nella precedenti edizioni del congresso dell’associazione con numerosi lavori distribuiti nelle diverse sessioni. Per il territorio questo tema dell’arte contemporanea risulta essere particolarmente dibattuto grazie anche alle competenze del Rettore dell’Università di Torino prof. Gianmaria Ajani autore del libro “I diritti dell’arte contemporanea”.

     

    mestiere’ (1919-1928), presentazione del volume di Salvatore Vacanti edito da Nardini Editore, incontro con Salvatore Vacanti, Storico dell’Arte, Università della Tuscia

    L’edizione critica del prezioso trattato sulla tecnica pittorica di De Chirico; una delle principali fonti per la storia delle tecniche artistiche nel Novecento; testo di riferimento non solo per la storia dell’arte ma anche per gli interventi conservativi e di restauro.

    sabato 9 – h 15:45-16:30

    O.R.A.-Organizzazione Restauratori Alta-formazione: riflessioni sul profilo di esperto nel restauro di Beni Culturali. Conoscenze ed abilità, incontro con Laura Lucioli, Restauratrice, Presidente dell’associazione O.R.A. (Organizzazione Restauratori Alta-Formazione); relatori vari membri O.R.A.; Carla Tomasi, Restauratrice, Presidente FINCO Cultura; Giorgio Bonsanti, Storico dell’arte, ex Soprintendente dell’OPD, già Professore di Storia e Tecniche del Restauro, Università di Firenze; Laura Baratin, Architetto, Profes sore di Disegno, Università di Urbino, Coordinatore della Scuola di Conservazione e Restauro, Università di Urbino, Presidente del Comitato Nazionale delle Lauree in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali; Lidia Rissotto, Restauratrice, Storica dell’arte, membro della Commissione tecnica interministeriale MIBACT-MIUR per l’accreditamento delle istituzioni formative e per la vigilanza sull’insegnamento del restauro, già Direttrice della Scuola di restauro presso l'Istituto Centrale del Restauro di Roma (oggi ISCR); Antonio Forcellino, Restauratore, Architetto

    Da anni il settore dei Beni Culturali è controllato da nebulosi riferimenti normativi che impediscono alla Pubblica Amministrazione di operare per l’effettiva tutela del proprio patrimonio artistico in modo coerente. Troviamo da un lato appalti per interventi di restauro di prestigiosi monumenti del nostro patrimonio culturale affidati ad imprese edili, alle quali però impone l’inserimento nel proprio organico di Restauratori qualificati; ma questi sono costretti a lavorare nei limiti imposti dalle logiche imprenditoriali, che impongono agli operatori difficoltà oggettive con cui devono misurarsi, generando perciò una profonda antitesi tra detti parametri e la alta qualità richiesta. Dall’altro lato troviamo bandi per l’assunzione di “esperti nel restauro”, nei quali vengono definiti i requisiti dei soggetti ammessi in modo tale da identificarne, inequivocabilmente, i soli diplomati presso le Scuole di Alta Form azione, identificando esclusivamente in essi l’alto profilo professionale richiesto.

    In una attualità ove si riscontra un avvicendarsi di figure il cui profilo professionale spesso e volentieri non è certificato da appropriati percorsi formativi, ma che grazie ad un livellamento prodotto da una sanatoria in fieri, vedono al momento configurata in via transitoria la propria professionalità, grazie all’applicazione dell’articolo 182 sulle linee guida redatte dallo stesso Ministero che attraverso bandi, come quello sopra menzionato, ne disconosce la stessa credibilità, nasce “Ora-Organizzazione Restauratori Alta-Formazione ”, l’associazione che rappresenta gli 800 restauratori formatisi attraverso i corsi di Alta Formazione (SAF).

    Mossi dall’orgoglio ritrovato per l’alta qualità della formazione acquisita, essa intende affermare con forza il valore della propria figura professionale cui negli ultimi 60 anni è stata affidata la tutela del più importante Patrimonio Artistico Mondiale.

    In un momento in cui vengono rilasciate lauree a studenti in Accademie d’arte, Infermieria, Isef e Conservatori musicali, è immorale che questo riconoscimento non venga attribuito ai Professionisti del Restauro, provenienti dalle più qualificate scuole di alta formazione dell’intero pianeta, grazie ai quali dipende il futuro della trasmissione della conoscenza storico-artistica della propria civiltà e lo stesso Patrimonio Culturale.