ECONOMIA, CONSERVAZIONE, TECNOLOGIE E VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI E AMBIENTALI - 18-20 SETTEMBRE 2019
progetto "RESTAURO MADE IN ITALY" promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e Ice, con la partnership di Assorestauro

PROGRAMMA

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Edizione 2019

Le Accademie di Belle Arti
  • Le Accademie di Belle Arti

    Le Accademie di Belle Arti e i corsi di restauro quinquennali a ciclo unico abilitanti alla professione.

     

    Le Accademie di Belle Arti in Italia, oltre ad essere luoghi privilegiati del contemporaneo, deputati alla didattica, alla ricerca e alla produzione delle arti a livello universitario, sono spesso esse stesse beni culturali complessi e costituiscono un’eccellenza del paese. Queste istituzioni sono un modello formativo peculiare e di particolare fascino e richiamo per artisti, designer e restauratori in formazione da tutto il mondo. Le Accademie conservano nei loro spazi quadrerie, gipsoteche, biblioteche, archivi storici, gabinetti di stampe e disegni, raccolte di sculture, di lastre incise, di antiche foto o di raccolte di arte contemporanea.

     

    Questo è il caso di molte Accademie storiche, nelle quali hanno sede i corsi di restauro, come, tra le altre, quelle di Milano, Bologna, Napoli e Verona, allocate in monumentali edifici con un enorme patrimonio storico. Occorre sottolineare come questi enti formativi siano proiettati verso il futuro per rispondere sem­pre meglio alle esigenze di una società in continuo mutamento. La riforma L. 508/1999 ha finalmente riconosciuto il livello universitario alle Acca­demie di Belle Arti in Italia, che rilasciano diplomi equiparati ed equipollenti alle lauree di I e II livello. Luogo privile­giato e deputato al “fare artistico”, l’Accademia si pone l’ambizioso obiettivo di formare i nuovi quadri della produzione dell’immagine tout court, non solo, cioè, nel vasto ambito delle arti figurative, ma anche per quel che concerne la creatività applicata all’uso dei nuovi media, della grafica pubblicitaria, del design, del restauro dei beni culturali e della didattica dell’arte, della fotografia, del cinema e della televisione.

     

    Questo ambiente deputato alla ricerca artistica costituisce un valore aggiunto per quanto riguarda il corso di Restauro quinquennale in quanto consente agli allievi di osservare l’atto creativo, frequentando i laboratori di altri indirizzi, e di comprendendone così le modalità tecnico-progettuali. Nelle Accademie, inoltre, il restauro si inserisce in una lunga tradizione, poiché fu proprio presso queste prestigiose istituzioni che mosse i primi passi prima della nascita delle scuole ministeriali.

     

    La struttura del corso di Restauro è differente rispetto agli altri indirizzi, sia per quanto riguarda la durata – che è di cinque anni a ciclo unico rispetto al tre più due degli altri corsi – sia per quanto concerne il numero chiuso che prevede ammissioni non superiori alle dieci unità e comunque con un rapporto nei laboratori di un docente per ogni cinque studenti.

     

    Il Diploma Accademico di II livello a ciclo unico in Restauro, abilitante alla professione di Restauratore di Beni Culturali, è equiparato ed equipollente alla corrispondente Laurea Magistrale, come da DM 87/2009, si consegue al termine di un corso di studi quinquennale e comporta l’acquisizione di 300 Crediti Formativi Accademici (CFA).

     

    La Scuola di Restauro comprende uno staff di docenti di primissimo piano – storici dell’arte, architetti, chimici, fisici, biologi, informatici e numerosi restauratori professionisti di altissima qualità, tutti di grande esperienza e con una formazione altamente qualificata e piuttosto articolata (ISCR, OPD, Scuola del Mosaico a Ravenna) – ed è improntata sui principi  della interdisciplinarietà e sull’applicazione di principi formativi che tendono a superare le dicotomia tra un approccio meramente teorico e uno per lo più focalizzato sulla dimensione pratica.

     

    Un lavoro rilevante da parte della direzione, del coordinatore e dei responsabili di profilo riguarda l’individuazione del corpo docente, soprattutto dei laboratori teorico-pratici che, come da indicazione ministeriale,  devono essere esclusivamente restauratori.

     

    Questi criteri hanno portato a una separazione tra chi insegna, nelle accademie, tecniche  relative alle arti plastiche o pittoriche “creative” e docenti restauratori che perseguono come obiettivo l’insegnamento delle tecniche per il restauro. Va sottolineato come stia aumentando il numero di docenti incardinati con incarichi annuali rinnovabili, docenti-restauratori con funzione di responsabili di indirizzo, e questo al fine di programmare interventi a lungo termine, che abbiano una visione di insieme del corso e delle strategie didattiche da questo perseguito. Docenti che con la loro fondamentale presenza supervisionino i progetti, le convenzioni, i cantieri attivati e l’intero andamento di ogni specifico profilo formativo. Gli studenti che concorrono per l’ammissione al corso vengono selezionati in base alle capacità verificate mediante test che seguono i parametri delle scuole ministeriali.

     

    Poiché sono necessarie oltre 2000 ore di discipline tecniche del restauro, l’Accademia ha investito somme consistenti per la messa a norma dei suoi laboratori e la dotazione di attrezzature sofisticate. Oltre alla didattica laboratoriale in sede, nei suoi laboratori modernamente attrezzati, il Corso organizza, in accordo con enti pubblici e privati, stages, cantieri-scuola e tirocini per concorrere al conseguimento delle specifiche professionalità e competenze teoriche e pratico-operative, definendo, per ogni percorso di studio, specifici modelli formativi, corrispondenti ai profili professionalizzanti definiti dalla normativa vigente e con una specifica attenzione al restauro delle opere d’arte contemporanea.

     

    Infatti, nel quarto e nel quinto anno di corso, oltre a consolidare il bagaglio culturale e professionale costruito negli anni precedenti, si introducono elementi di ulteriore specializzazione della formazione, mantenendo uno spazio specifico per il restauro delle opere d’arte contemporanea nei suoi diversi materiali costitutivi.

     

    L’obbligatorietà a effettuare la quasi totalità degli interventi su beni tutelati all’interno dei laboratori rende privilegiato il rapporto con le soprintendenze e gli organi di tutela senza i quali ormai è impensabile portare avanti qualsiasi operazione di restauro. Le aule dei vari corsi nella realtà attuale sono frequentate pressoché settimanalmente da soprintendenti e funzionari  che con la loro professionalità impartiscono lezioni di conservazione applicata estremamente preziose. Consolidando così un circolo virtuoso che riporta, a distanza di due secoli, il restauro nelle Accademie di Belle Arti.

     

    Il percorso didattico impartito nelle lezioni frontali è integrato da numerose altre occasioni di studio e aggiornamento.

     

    Uno di questi riguarda l’organizzazione di congressi di restauro presso le nostre sedi: l’Accademia di Bologna ha ospitato, dal 10 al 12 ottobre 2013, il congresso dell’IGIIC Lo stato dell’Arte 11 mentre, nell’ottobre 2014, la dodicesima edizione si è tenuta presso il salone Napoleonico dell’Accademia di Brera a Milano e un prossimo convegno sullo stato dell’arte è in programma presso l’Accademia dell’Aquila nell’ottobre 2016. Un importante convegno nazionale sulla Conservazione e il Restauro del Contemporaneo si è tenuto lo scorso 4 marzo nell’Aula Magna dell’Accademia di Bologna che ha visto la partecipazione di numerosi rappresenti delle SAF, delle Università di Urbino e Venaria Reale, di operatori museali e liberi professionisti.

     

    Un appuntamento  ormai fisso è costituito anche dalla partecipazione di allievi e docenti al workshop annuale Mosaico: archeometria, tecnologia e conservazione, che si svolge presso il CNR-ISTEC di Faenza e ancora al prestigioso convegno AISCOM (Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico).

     

    Sebbene non vi siano ancora adeguati finanziamenti per la ricerca, questa è patrimonio quotidiano della didattica e compito imprescindibile dell’attività delle scuole di restauro operanti nelle Accademie che, sempre di più, devono parametrarsi come qualità alle SAF, producendo i risultati scientifici della propria ricerca e pubblicando i bollettini dedicati a vari aspetti del restauro.

     

    Il bilancio dell’attività dei corsi di restauro accreditati, presenti nelle Accademie di Belle Arti, non può che considerarsi positivo e in via di continuo sviluppo, segno della congruità del percorso all’interno delle nostre istituzioni di formazione che hanno già diplomato i primi restauratori nelle sessioni d’esame tenute presso le Accademie di Bologna, Napoli, Macerata e L’Aquila.

     

    Enrico Fornaroli