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Economia, Conservazione, Tecnologie e Valorizzazione

Al Salone Internazionale del Restauro spazio anche al patrimonio audiovisivo

Digitalizzazione, archivi e nuove tecnologie per la conservazione di cinema e fotografia: il restauro audiovisivo tra tradizione e innovazione

Tra pellicole che si scompongono nel tempo e immagini che ritrovano vita nel digitale, il restauro audiovisivo ridisegna la memoria di cinema e fotografia tra analogico e innovazione tecnologica. Al Salone Internazionale del Restauro, in programma a Ferrara il dibattito sul futuro della conservazione del patrimonio culturale si apre sempre più anche alle immagini in movimento e alla fotografia storica. Tra gli appuntamenti in programma, un panel dedicato alla digitalizzazione e al restauro audiovisivo mette in dialogo competenze analogiche e tecnologie digitali, evidenziando l’evoluzione di un settore in forte trasformazione.

L’appuntamento, a cura del laboratorio di riferimento internazionale per il restauro cinematografico, L’immagine Ritrovata, nato sotto l’impulso della Fondazione Cineteca di Bologna, affronta le sfide legate alla conservazione di film, fotografie e archivi visivi, spesso realizzati su supporti fragili come pellicole 35 mm o lastre di vetro. L’obiettivo è mostrare come il restauro non riguardi soltanto a opere d’arte tradizionali, ma anche a un patrimonio audiovisivo che rappresenta una parte essenziale della memoria contemporanea.

Tra gli interventi viene approfondito anche il ruolo della Cineteca, che attraverso il nuovo Centro Renato Zangheri per la conservazione e il restauro del cinema e della fotografia punta a rafforzare le attività di tutela e valorizzazione degli archivi storici.

L’incontro propone inoltre casi studio e riflessioni metodologiche: dagli archivi fotografici storici come la collezione Villani, fino al rapporto tra approcci tradizionali e innovazione digitale nel restauro cinematografico. L’idea centrale è quella di un restauro “ibrido”, in cui competenze storiche e strumenti tecnologici si integrano per garantire la sopravvivenza e la fruibilità dei materiali.

L’appuntamento al Salone conferma così una tendenza sempre più evidente: il restauro si sta ampliando oltre i confini delle arti classiche, includendo in modo strutturale anche cinema e fotografia come beni culturali da preservare e reinterpretare.

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