Un evento di

Economia, Conservazione, Tecnologie e Valorizzazione

Programma Giovedì 14 Maggio

Convegni

DAL CALCO ALLA LUCE: TECNICHE DI STAMPO IN GESSO E DORATURA NEL RESTAURO DECORATIVO

Interventi

Arte Colore e Restauro di Alessia Follador – Tecnico del Restauro di Beni Culturali Specializzazione: restauro di superfici decorate, stucchi e marmorino

Pavon Restauri di Francesco Pavon – Tecnico del Restauro di Beni Culturali
Specializzazione: restauro ligneo in generale.

Il workshop propone una dimostrazione pratica di due tecniche fondamentali nel restauro degli apparati decorativi: la realizzazione di stampi in gesso e la doratura.


Attraverso il lavoro dal vivo dei restauratori, i partecipanti potranno osservare le diverse fasi operative, comprendere i materiali utilizzati e scoprire come queste lavorazioni tradizionali permettano di recuperare e valorizzare elementi
ornamentali storici.
Durante l’attività saranno coinvolti anche gli studenti presenti, per avvicinarli concretamente alle competenze.

Vulnerabilità del patrimonio monumentale ed archeologico: tutela ed intervento

Interventi

Moderatore:
Ing. Alberto Romagnoli – Consigliere CNI
coordinatore Gruppo di Lavoro “Beni paesaggistici e culturali – Rapporti con Soprintendenze”

Ing. Arch. Massimo Mariani – Presidente del Centro Studi Sisto Mastrodicasa per il Consolidamento e Restauro
Analisi delle cause dei dissesti strutturali di natura statica e sismica sugli edifici storici monumentali in muratura

Ing. Vincenzo Calvanese – Responsabile Ufficio Tecnico del Parco Archeologico di Pompei
Restauri e consolidamenti per ridurre la vulnerabilità strutturale del patrimonio archeologico: esempi applicativi nel Parco Archeologico di Pompei

Arch. Cristina Collettini – Direttrice del Museo Castello del Buonconsiglio di Trento
Tutela e valorizzazione del patrimonio
culturale: l’equilibrio instabile del progetto di restauro

Arch. Mariano Nuzzo
Soprintendente Archeologia Belle Arti
Paesaggio per le province di Benevento e Caserta
Conoscenza, tutela e progetto: il valore dell’interdisciplinarità nel restauro del patrimonio culturale

Musei resilienti: strategie e innovazione per la gestione del rischio

Interventi

Programma in via di definizione

PR FESR MAPS

Manlio Montuori -UNIFE – Teknehub
Gestione rischio musei

Rita Fabbri – Presidente Clust-ER BUILD, Prof.sa di Restauro nel Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara, Specialista in Restauro dei Monumenti

Restauro dell’Arco d’Augusto di Aosta: ricerca, progettazione ed esecuzione dei lavori tra innovazione e tradizione

Interventi

Nathalie Dufour – Dirigente Struttura Patrimonio archeologico e restauro beni monumentali della Soprintendenza per i beni e le Attività culturali della Regione autonoma Valle d’Aosta

Barbara Sala – Professore Associato di Restauro / Associate Professor of Architectural Restoration CEAR11/B – DICATAM – Università degli Studi di Brescia

L’Arco di Augusto è uno dei più importanti monumenti di Aosta, iconica testimonianza dell’antica architettura romana, ed è costituito principalmente da un materiale lapideo chiamato puddinga: un conglomerato sedimentario derivato dalla cementazione di depositi ghiaiosi fluviali, risalente all’era postglaciale e proveniente dal bacino della Dora Baltea. Nell’autunno del 2022 il Dipartimento Soprintendenza per i beni e le attività culturali ha deciso di intraprendere un percorso per la messa a sistema di tutti i dati raccolti nel corso di decenni di monitoraggi e rilievi, e di elaborare un progetto di conservazione e restauro.

Il progetto, complesso e multidisciplinare, ha costituito una prima occasione per testare l’approccio HBIM nella progettazione di un intervento su un monumento.

 

L’IMPORTANZA DELLA RELAZIONE STORICA NEI PROGETTI DI RESTAURO

Interventi

Relatore: Arch. Sara Garuglieri – Red Studio

La ricerca storica rappresenta una componente essenziale e strutturale del processo di conoscenza del patrimonio culturale, alla base sia delle indagini diagnostiche sia delle scelte progettuali nel restauro. Essa consente di ricostruire la storia costruttiva del manufatto, di comprenderne le trasformazioni, i materiali, le tecniche e le condizioni di degrado, contribuendo in modo determinante all’interpretazione del comportamento attuale dell’opera.

All’interno di un approccio metodologico che richiede una progressiva acquisizione di dati e una lettura integrata tra osservazione diretta, analisi qualitativa e indagini scientifiche, la dimensione storica assume un ruolo chiave nella fase diagnostica. La comprensione delle cause del danno e la valutazione dello stato di conservazione non possono prescindere dalla conoscenza delle vicende evolutive del bene, intese come un vero e proprio “laboratorio” capace di restituire informazioni sul comportamento nel tempo.
Tuttavia, nella pratica operativa, la ricerca storica è ancora frequentemente marginalizzata o affrontata in modo superficiale, compressa entro tempi progettuali ridotti o percepita come un passaggio formale. Questa tendenza compromette la qualità del processo conoscitivo, riducendo la capacità di formulare diagnosi attendibili e di orientare interventi proporzionati, compatibili e realmente necessari.
Il workshop intende indagare criticamente questa distanza tra teoria e prassi, mettendo in evidenza come un approccio realmente integrato e interdisciplinare possa restituire centralità alla ricerca storica. Attraverso casi studio e riflessioni metodologiche, si analizzeranno le principali criticità che ne limitano l’efficacia, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza del suo ruolo strategico nel garantire interventi di conservazione fondati, coerenti e sostenibili

Evento rivolto a: Professionisti, Funzionari, Enti Pubblici

La quadreria del Salone dei Savoia del Castello di Masino (Caravino, TO) tra studio, restauro e valorizzazione a cura del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano

Interventi

PROGRAMMA IN VIA DI DEFINIZIONE

PRESENTAZIONE LIBRO: Green chemistry nel restauro dei beni culturali. Principi, materiali e responsabilità progettuale

Interventi

Relatore: Andrea Macchia, curatore del libro

Un solvente di origine vegetale è automaticamente più sicuro? Un prodotto biodegradabile è necessariamente meno impattante?

Una formulazione a bassa emissione è sempre compatibile con un substrato storico?

Questo volume nasce per rispondere a quella domanda o, meglio, per dare al lettore gli strumenti per rispondervi da solo, caso per caso.

TECNOLOGIE NON INVASIVE PER LA DEUMIDIFICAZIONE MURARIA DALLA RISALITA CAPILLARE

Interventi

PROGRAMMA IN DEFINIZIONE

PRESENTAZIONE ULTIME PUBBLICAZIONI COLLANA RESTAURO IN ACCADEMIA MUR/AFAM

Interventi

Saranno presentati gli ultimi titoli della serie:

– Restauro in Accademia Mur / Afam – Napoli 9 e 10
– Restauro in Accademia Mur / Afam – Bologna 10
– Restauro in Accademia Mur / Afam – Bologna 11- Atti

Relatori:
Graziella Accorsi
Giovanna Cassese
Andrea Del Bianco
Alfonso Panzetta

La riqualificazione energetica dei beni vincolati

Interventi

Prof. Pietro Petraroia – Università cattolica del Sacro cuore di Milano
Prof.ssa Barbara Scala – Università di Brescia
Lanfranco Secco Suardo – Associazione Giovanni Secco Suardo
Matteo Quagliato – Dyaqua srls

La protezione del patrimonio storico ed artistico del nostro paese è fondamentale, tuttavia risulta difficile conciliare i vincoli per la salvaguardia con la necessità di attuare la transizione energetica verso le energie rinnovabili.

I moduli fotovoltaici a massima integrazione architettonica ed estetica Invisible Solar Dyaqua sono il punto di raccordo tra la tutela del patrimonio storico-paesaggistico e la sua riqualificazione energetica.

Il “Progetto Dyaqua – Secco Suardo” intende creare un modello esemplare che unisca teoria istituzionale e applicazione pratica nell’installazione di un impianto fotovoltaico perfettamente integrato sul tetto del castello Secco Suardo.

Il workshop è rivolto prevalentemente ai soprintendenti dei beni culturali ed i loro collaboratori nonché ad architetti e tutti
coloro che necessitano della soluzione che presentiamo

Proprietà e Applicazioni del Cocciopesto nel Restauro: dagli Intonaci a Base Calce alle Tessere Musive di Baia (Pozzuoli - Napoli)

Interventi

RELATORE: Federica Fenzi (per l’Antica Fornace Carraro).

Antica Fornace Carraro – Padova
Relatore: Federica Fenzi1,2
1 Istituti Santa Paola – Mantova
2 Istituto Salesiano San Zeno -Verona

La crescente insorgenza di problemi conservativi legati all’umidità e al ristagno idrico e la parzialità dei risultati ottenuti tramite prodotti barriera di sintesi, può dare nuovo impulso all’applicazione di soluzioni più efficaci e durature ispirate all’Antica cultura materiale, nonchè di basso impatto ambientale in accordo con le raccomandazioni della Comunità Europea.

La polvere di coccio idraulico trova applicazioni specifiche nel restauro degli edifici storici, conferendo migliori caratteristiche meccaniche ed igrometriche agli intonaci a base di calce. Inoltre, le cromie degli intonaci così ottenuti sono in armonia con quelle dei materiali originari.

L’utilizzo della polvere di coccio idraulico è indicato sia come aggiunta controllata ad intonaci premiscelati a base di calce aerea, che alla preparazione in situ di intonaci per specifiche applicazioni non strutturali, comprese integrazioni, stuccature e allettamento di elementi lapidei e musivi.

I minerali contenuti nel coccio idraulico derivano dal tipo di materia prime presenti, dalla tecnica di formatura-essiccamento e, dal processo termico caratteristico del forno in cui avviene la cottura dei mattoni, che attualmente rappresentano la principale fonte di coccio idraulico.

Tali minerali, a contatto con la calce aerea formano componenti idrauliche peculiari che, a fine maturazione, forniscono intonaci e malte di allettamento di elevata stabilità chimico-fisica, capaci di mitigare la penetrazione di acque meteoriche e di risalita, a fronte di un’elevata permeabilità al vapore.

La microstruttura della polvere di coccio, inoltre, offre un supporto adatto ai microrganismi vivi, per l’additivazione di malte e intonaci esposti all’azione dei biodeteriogeni, oppure studiati per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti confinati.

Le particolari caratteristiche del coccio idraulico, permettono il suo utilizzo nella preparazione di materiali resistenti all’immersione prolungata in acqua di mare, laddove al prodotto siano richieste anche particolari caratteristiche cromatiche e tessiturali. Tale applicazione è stata effettuata a Baia durante il restauro del mosaico sommerso nominato “Delle Pelte”, nel Parco Archeologico dei Campi Flegrei (Pozzuoli, Napoli).

I Premi Europei per il Patrimonio Culturale / Europa Nostra Awards: una rete di eccellenze

Interventi

PROGRAMMA IN VIA DI DEFINIZIONE

 

I COLORI DELL'ARCHITETTURA E LA LORO CONSERVAZIONE

Interventi

Relatori: Adriana Malpiedi, Graziella Roselli, Giuseppe Di Girolami

Il tema del colore dell’architettura prevalentemente storica o dei centri storici e della loro conservazione è particolarmente difficile da affrontare per i numerosi aspetti coinvolti nella questione.

La complessità non consente di adottare linee guida precise da applicare in ogni circostanza e per questo possiamo ritenere questo tema ancora aperto e soggetto a continuo confronto tra le diverse parti.

Riteniamo che questo sia un tema di conservazione la cui importanza sia particolarmente rilevante specie nelle aree in cui le calamità, soprattutto il terremoto, ci inducono ad intervenire nell’intero edificato, non solo nei centri storici, con interventi importanti e spesso molto impattanti sia dal punto di vista urbanistico che ambientale.

Focus: Approccio diagnostico per la conservazione del colore  degli edifici storici.

Conoscere per valorizzare: il patrimonio culturale tra documentazione e accessibilità

Interventi

Relatori: Alessandro Ippoliti,  Cinzia Elena Conti,  Giangiacomo Martines 

Colonna Traiana. Atlante fotografico
La Colonna Traiana, inaugurata il 12 maggio del 113 d.C. allo scopo di celebrare le campagne militari di Traiano in Dacia (101-106), per la complessità delle scene e lo straordinario valore artistico dei bassorilievi che raccontano quegli avvenimenti lungo un fregio spiraliforme di circa 200 metri, rappresenta uno dei monumenti più significativi dell’arte di età romana imperiale, oltre a costituire, da secoli, un “segno” iconico, in grado di polarizzare l’attenzione dei cittadini romani e dei turisti che frequentano l’area archeologica centrale di Roma.

La Colonna, anche dopo la rovina degli altri edifici del Foro traianeo, rimase intatta e la sua funzione simbolica non si è interrotta nel tempo, tanto che nel 1162 fu emanato un editto da parte del Senato Romano che ne vietava il danneggiamento, pena la morte, mentre, tra gli avvenimenti più significativi che hanno riguardato il monumento, una menzione particolare spetta a Papa Sisto V per aver fatto collocare, nel 1587, sulla sua sommità la statua in bronzo di San Pietro e costruire un muro di recinzione per proteggerne il basamento. Tra gli interventi di restauro susseguitisi nel corso dei secoli, particolarmente importante è stato quello realizzato negli anni Ottanta del secolo scorso, documentato da un meticoloso lavoro di ricognizione fotografica, confluito nei fondi fotografici dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, che, con grande merito, ne ha curato ora l’edizione in questo Atlante fotografico della Colonna Traiana.

E il volume si presenta di straordinaria importanza per il Parco archeologico del Colosseo quale fondamentale strumento di lavoro per orientare le attività di tutela e valorizzazione della Colonna Traiana (di cui è responsabile), in quanto raccoglie dati particolarmente significativi sullo stato di conservazione del monumento nel corso di questi ultimi quarant’anni e rappresenta una base di confronto con le risultanze di un’ulteriore campagna di documentazione video e fotografica, realizzata dallo stesso Parco archeologico nel 2020 ed eseguita con l’ausilio di droni e Laser scanner 3D.

In un’ottica più complessiva, si deve all’ICCD aver realizzato, attraverso questo Atlante fotografico, uno strumento prezioso per promuovere la conoscenza e rinnovare l’attenzione sulla Colonna Traiana, la cui fortuna resta inalterata senza soluzione di continuità sino all’età contemporanea ed è testimoniata dai numerosi monumenti celebrativi ispirati da questo straordinario capolavoro dell’arte antica.

Ad Hoc MM: la “Cartella Clinica” del Restauro. Gli esempi del Ciclo di Maria de’ Medici di Rubens del Louvre e dell’Abbazia Romanica di Santa Maria di Vezzolano

Interventi

Relatori:
Ing. Leandro Bornaz
 – AD HOC MM
Thierry Radelet -Laboratorio di Restauro e Diagnostica
Dott.sa Giulia ComelloO – Funzionario restauratore,
Responsabile Archivio Restauri, Residenze reali sabaude –
Direzione regionale Musei nazionali Piemonte

Basta archivi disordinati, cartelle infinite e informazioni difficili da recuperare. Con Ad Hoc MM il restauro entra in una nuova dimensione: un unico spazio digitale dove ogni dato è organizzato, collegato e subito disponibile.
Il software trasforma il modo di lavorare dei professionisti, rendendo semplici e veloci attività complesse come la mappatura dei materiali e del degrado, il computo delle superfici, la gestione delle analisi diagnostiche e il coordinamento del cantiere. Tutto è integrato, aggiornato e condivisibile in tempo reale, come in una vera e propria
“cartella clinica” del bene culturale.

Due casi concreti ne dimostrano l’efficacia: al Louvre, per il Ciclo di Maria de’ Medici di Rubens, Ad Hoc MM ha reso accessibili e leggibili grandi quantità di dati multispettrali;
nell’Abbazia di Santa Maria di Vezzolano ha supportato l’intero processo di restauro, dalla documentazione delle criticità alla gestione operativa. 

Ad Hoc MM è uno software che semplifica, connette e valorizza ogni fase del restauro, migliorando l’organizzazione, il controllo e la qualità del lavoro.
Vieni a scoprire Ad Hoc MM e come rendere il tuo prossimo intervento più efficiente, più chiaro, più digitale.

IL PARCO ARCHEOLOGICO DI POMPEI: RESTAURI, MONITORAGGIO E NUOVE TECNOLOGIE

Interventi

13:00 – Gabriel Zuchtriegel – Direttore Parco Archeologico di Pompei
Presentazione

13:10 – Vincenzo Calvanese – Funzionario Ingegnere, Capo area Ufficio Tecnico PAP
Moderatore – Introduzione
Monitoraggio multilivello e progettazione della manutenzione programmata

13:40 – Arianna Spinosa – Funzionario architetto PAP
Restauri e cura del patrimonio  archeologico : i cantieri di Pompei

14:10 – Alessandra Zambrano – Funzionario Ingegnere PAP
Digitalizzazione, Intelligenza Artificiale, robotica e IoT per l’innovazione nella conservazione

14:40 – Raffaele Martinelli – Funzionario Architetto PAP
La piattaforma di Digital Twin, droni ed i nostri Laser Scanner

15:10 – Elena Gravina, Teresa Argento – Funzionarie restauratrici PAP
Il restauro dei cubicoli di Oplontis

15:40 – Annamaria Mauro – Funzionaria architetto PAP;  Maria Rispoli – Funzionaria Archeologo PAP
Apparati decorativi e cultura dell’abitare a Pompei

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quando la cultura genera valore: esperienze, decisioni e risultati nella tutela e valorizzazione dei beni culturali

Interventi

Ilenia Malavasi, parlamentare, archeologa di
formazione, ex sindaca di Correggio (RE) 
Alessandro Bozzetti, presidente Assorestauro 
Marco Ughini, direttore generale di Archeosistemi 
Arch. Dall’Asta, Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla

Modera Barbara Sassi, responsabile progettazione del settore archeologia di Archeosistemi

Obiettivo dell’incontro è mettere a confronto esperienze diverse – politiche, istituzionali e operative – per dimostrare come una sensibilità culturale autentica, tradotta in scelte concrete, ossa generare valore economico, sociale e identitario per i territori.

RICOMPORRE LA MEMORIA: IL RESTAURO ANCHE COME ATTO DI INNOVAZIONE, NEI PROGETTI DELLA XIII EDIZIONE DEL PREMIO DEDALO MINOSSE

Interventi

Relatori:
Marcella Gabbiani, Direttore Dedalo Minosse
Naldo Busato, titolare MGN Intonaci
Premiato Dedalo Minosse, in definizione

Il restauro costituisce oggi un ambito strategico della disciplina architettonica, in cui la tutela del patrimonio si integra con le istanze dell’innovazione progettuale.

L’evento proposto oggi, intende approfondire questo equilibrio attraverso la presentazione e l’analisi di una selezione di progetti vincitori della XIII edizione del Premio Dedalo Minosse, riconosciuti quali esempi virtuosi di interventi di restauro.

I casi studio illustrati consentiranno di evidenziare approcci metodologici, scelte progettuali e soluzioni tecniche orientate alla valorizzazione dell’esistente, offrendo una riflessione sul ruolo del restauro quale strumento di qualità e rigenerazione del patrimonio costruito.

Un contributo di particolare rilievo sarà offerto da MGN Intonaci, azienda internazionale di riferimento nel settore delle tecnologie e dei sistemi per il restauro, il cui contributo offrirà un punto di vista tecnico sui progetti analizzati, permetterà di approfondire aspetti applicativi e innovativi, evidenziando il ruolo determinante delle competenze tecniche specialistiche nella riuscita degli interventi conservativi.

Interventi di Rinforzo e Restauro negli Edifici in Muratura Esistente

Interventi

Relatore:
Ing. Luca Depedri – responsabile ufficio tecnico DRACOInterventi di rinforzo con i sistemi CRM e casi studio

Evento rivolto a: Progettisti – Applicatori

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PROGRAMMA IN VIA DI DEFINIZIONE

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PROGRAMMA IN VIA DI DEFINIZIONE

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